Tetragramma biblico.
Nell’Ebraismo
Dio si rivelò con il Nome eccelso solo quando Mosè gli si presentò innanzi e quando il Popolo d’Israele doveva essere liberato dall’Egitto e divenire possesso particolare di Dio: precedentemente infatti Avraham, Isacco e Giacobbe lo conobbero tramite la modalità del Nome divino “E-l Sha-day”. Il Tetragramma è il Nome di Dio che esprime la trascendentalità e la Misericordia divine. È il Suo nome “per sempre”. L’ebraismo insegna che il nome di Dio, pur esistendo in forma scritta, è troppo sacro per essere pronunciato o trascritto senza le norme rabbiniche Halakhiche necessarie e comandate per questo fine. Tutte le moderne forme di ebraismo proibiscono il completamento del nome divino. Il solo che poteva pronunciarlo era il Sommo sacerdote nel giorno dell’espiazione: dato che la figura del Sommo Sacerdote è sparita nel 70 d.C., con la distruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme secondo il Talmud, da allora il tetragramma non viene mai più pronunciato durante i riti ebraici. La tradizione ebraica vuole che ciò avvenisse all’Interno del Qodesh haQodashim, il Sancta sanctorum del Tempio di Gerusalemme: il Sommo Sacerdote dimenticava la pronuncia del Tetragramma immediatamente dopo averla “effettuata”. Il momento in cui il Sommo Sacerdote poteva pronunciare il Tetragramma avveniva per due volte con la Benedizione sacerdotale sul popolo d’Israele: «Il Signore parlò a Mosè dicendo: <<Parla ad Aronne ed ai suoi figli e di’ loro così: “In questo modo benedirete i figli di Israele, dicendo loro: Ti benedica il Signore (יהוה) e ti custodisca. Faccia il Signore risplendere il Suo Volto su di te e ti conceda grazia. Rivolga il Signore il Suo Volto verso di te e ti dia pace”. Essi porranno il Mio Nome (יהוה) sui figli di Israele ed Io li benedirò>>» (Numeri6.22-27) Gli ebrei sono soliti inoltre non pronunciarlo ad alta voce in nessuna occasione e per nessuna ragione. Invece di pronunciare il Tetragramma durante le preghiere, gli ebrei dicono “Ado-nai”. Anche la pronuncia del Nome Ado-nai non avviene mai in conversazioni quotidiane alludendovi invece con la parola AdoShem o HaShem (in ebraico “il nome”, come appare nel libro del Levitico24,11) quando ci si riferisca all’Eterno. La legge ebraica richiede che regole “rabbiniche” siano decretate in aggiunta alle regole della Torah per ridurre l’eventualità che la legge originale sia trasgredita. Per questo motivo è diffusa la pratica di limitare l’uso della parola Ado-nai solo ai momenti di preghiera. Molti ebrei estendono la proibizione a tutti i nomi con i quali ci si riferisce all’Altissimo nella Bibbia, oppure aggiungono suoni che alterano la pronuncia al di fuori dei contesti liturgici, come ad esempio kE-l o E-lokim. Anche nello scritto possono comparire alterazioni, come ad esempio “D-o”. Sebbene quest’alterazione scritta non sia richiesta da alcuna legge religiosa (solo il nome in ebraico è sacro, non la sua traduzione in italiano o altre lingue) essa ha lo scopo di ricordare al lettore la santità connessa al nome del Signore. È probabile che la proibizione della pronuncia del Tetragramma risalga all’epoca di Esdra e Neemia, ossia al ritorno dall’esilio babilonese, quando fu riaperto il Tempio di Gerusalemme e furono fissati molti dei canoni della liturgia. La proibizione della sua pronuncia è certa ed è stata costante fino ad oggi, tuttavia alcuni mistici erano soliti contemplare, con l’uso di cori o più spesso in completo isolamento, le singole lettere che lo compongono. Su alcuni Siddurim di preghiera e testi di studio il Nome eccelso viene spesso stampato senza vocalizzazione o, quando essa sia presente, variante comunque in differenti modi; talvolta il Nome “Ado-nai” compare scritto per esteso all’interno dell’ultima lettera Hei del Tetragramma. Nella tasca dell’Efod del Sommo Sacerdote è inserita una pergamena su cui è iscritto il Tetragramma.