La pace di Gesù Cristo sia con tutti voi. Se volete potete leggete la Sacra Bibbia. E’ L’unica fonte di verità. Una Parola “quotidiana”.

Inferno

1. Antico Testamento. La parola ebraica per inferno è Sheol, che corrisponde al greco Ades, e denota il mondo inferiore, ovverosia l’abitazione dei defunti. Alcuni la fanno derivare da una radice che significa “domandare” (vorrebbe adunque dire “l’insaziabile”); altri da una radice il cui significato è “far vuoto” (allusione alla vastità del luogo in cui i defunti son raccolti). Lo Sheol ci viene rappresentato come abissi sotterranei (Giobbe 11:8; Proverbi 9:18), che tutto inghiottiscono (Proverbi 1:12); luoghi privi della presenza di Dio (Salmi 88:10-12; Isaia 38:10); luoghi di dimenticanza (Salmi 6:5); insaziabili (Isaia 5:14); spietati (C. dei Cantici 8:6); pieni di silenzio (Ecclesiaste 9:10). Le nozioni ebraiche intorno a questo luogo erano vaghe ed indefinite. Lo si considerava come un luogo in cui non si continuavano le occupazioni terrestri, così le buone come le cattive (Ecclesiaste 9:10; Giobbe 3:13-20). Non si può in nessun modo concludere, che questo termine si riferisca esclusivamente e neppure in modo definito al tormento infernale. Tuttavia rappresentava per la mente ebraica qualche cosa di terribile e ributtante. 2. Nuovo Testamento. Le due parole tradotte per “inferno” sono Ades e Geenna. La parola Ades ricorre 11 volte nel N. T. Questo termine non sembra riferirsi alla dimora definitiva degli impenitenti, e allo stato finale di esclusione da Dio; ma allo stato intermedio fra la morte e il giudizio del Figliolo dell’Uomo (Matteo 16:27). Dopo la crocifissione, il Signore discese nell’Ades (Atti 2:27); e questo è un articolo del Credo apostolico, dove però non dovrebbe usarsi la parola “inferno.” Fu in quel luogo che “andò a predicare agli spiriti che erano in carcere” (I° Pietro 3:19). Il termine Geenna, che ricorre 12 volte, corrisponde meglio alla nostra parola “inferno.” Essa denotava in ordine la valle di Hinnom, ossia il burrone stretto e profondo al S. di Gerusalemme, ch’era stato la sede del culto di Moloch (sacrificio di vittime umane) (II° Re 23:10; II° Cronache 33:6; Geremia 7:31). In seguito fu mutato in cloaca, dove si gettavano le immondizie e i carcami degli animali morti nella città. Perciò questo termine fu applicato al luogo finale delle anime perdute (Matteo 5:29; Matteo 10:28; Matteo 23:15; Giacomo 3:6). È qui che “il loro verme non muore e il loro fuoco non si spegne” (Marco 9:44). In quel luogo saranno gettati gli angeli ribelli (II° Pietro 2:4). Al giudizio finale, vi andranno pure i dannati e vi riceveranno eterno castigo (Matteo 25:46).

(Dal 22 marzo 2010 il Martedì, ora 19:30. E la Domenica, ora 17:30) Dal sito www.salmo23.it Radio Salmo23 web. Potete ascoltare un messaggio in diretta predicato dal Pastore Enzo Chinnici. Responsabile della Chiesa Evangelica Pentecostale Jeshua. Sita in via Louis Braille, N° 90. Pietra Tagliata CAP, 90135 Palermo, Sicilia.) Sevi fa piacere potete visitare il nostro sito. http://www.chiesajeshua.org

Gesù Cristo ci benedica.