La
pace di Gesù Cristo sia con tutti voi.

Salmi

Il
Libro dei Salmi (
ebraico תהילים,
tehillìm;
greco Ψαλμοί, psalmòi; latino Psalmi) è un testo contenuto nella Bibbia ebraica (Tanakh) e cristiana. È
scritto in
ebraico
e, secondo l’ipotesi maggiormente condivisa dagli studiosi, la redazione
definitiva del libro è avvenuta in
Giudea
forse alla fine del III secolo a.C., raccogliendo testi composti da autori
ignoti lungo i secoli precedenti di varia origine (il salmo considerato più
antico è il 104 che riprende l’egiziano
Inno
al Sole
del XIV secolo a.C.). È composto da 150 capitoli, ognuno dei
quali rappresenta un autonomo salmo o inno di vario genere: lode, supplica,
meditazione sapienziale.

Numerazione
dei salmi

Il salterio contiene
150 salmi ognuno dei quali è anche considerato come un capitolo del libro. La
numerazione dei salmi varia a seconda se consideriamo il testo ebraico masoretico o i manoscritti greci
della versione detta Septuaginta. Le
antiche traduzioni latine, come la Vulgata, solitamente seguono la numerazione
greca. Le traduzioni moderne le indicano entrambe (una delle due fra
parentesi). Le differenze sono le seguenti:

numerazione ebraica

numerazione greca

1-8

1-8

9-10

9

11-113

10-112

114-115

113

116

114-115

117-146

116-145

147

146-147

148-150

148-150

Molti manoscritti
della versione Septuaginta includono un salmo in più, il
(Salmo 151).
Una versione di questo testo è stata ritrovata fra
i manoscritti del
Mar Morto
.

Autore

La tradizione riporta
che i salmi furono composti da Davide. La critica moderna ritiene che siano
il prodotto di vari autori o gruppi di autori, di cui molti ignoti. La maggior
parte dei salmi comincia con un versetto introduttivo che ne attribuisce
l’autore o descrive le circostanze per le quali furono composti. Comunque si
ritiene che i salmi non furono scritti prima del VI secolo a.C., e poiché il regno di Davide
risale all’incirca all’anno 1000, il materiale risalente
a Davide dovrebbe essere stato preservato dalla tradizione orale per secoli.
All’inizio dei
(Salmi 39, 62 e 77)
si fa riferimento a Idutun,
in particolare per il modo di cantare o per il suo coro.
(I Salmi 50 e dal 73 all’83)
parlano di Asaf
come maestro del coro. Le intestazioni dei
(Salmi 42, dal 44 al 49, 84, 85, 87 e 88)
riportano che "i figli di Core furono incaricati di cantarli".
(Nel Secondo
Libro delle Cronache
20,19)
si trova un riferimento al fatto che i Leviti, i figli dei Keatiti e i figli dei Korachiti
lodassero Dio a piena voce.

Sezioni
del libro

Il salterio è diviso
in 5 parti, in analogia con il Pentateuco, e ciascuna
parte termina con una benedizione o dossologia. N° 1. Il primo libro comprende i

(Salmi 1-41),
tutti attribuiti a Davide tranne il (1, 2, 10 e 33),
i quali, sebbene anonimi, sono tradizionalmente
considerati suoi. Anche se l’attribuzione a Davide non è provata, si tratta
probabilmente della sezione più antica dell’intero libro. N° 2. Il secondo
libro contiene i successivi
(31 salmi 41-72),
18 dei quali attribuiti a Davide (e uno a Salomone il 72).
Gli altri sono anonimi. N° 3. Il terzo libro
(contiene 17
salmi
73-89), dei quali il N° 86 è di Davide, l’88 di Heman l’israelita, e il 90 di Ethan l’israelita. N° 4. Anche il quarto
libro
(ne
contiene 17
90-106)
dei quali il 90 attribuito a Mosè e il 101 e 103 a Davide. N° 5. Il quinto libro comprende
(i rimanenti
44 salmi
104-150).
Di questi 15 sono di Davide e il 127 di Salomone.