di Palermo.
Gli Ornamenti nella Bibbia
Oggi affrontiamo insieme un tema che molte volte crea
suddivisioni all’interno di comunità evangeliche e non. Partiamo con una
considerazione storica. Agli orientali piaceva moltissimo adornarsi d’oggetti
che genericamente possiamo identificare con la parola “ornamento”. Questi
ultimi, non risultavano essere in antitesi con i comandamenti divini. Infatti,
lo stesso patriarca Abramo, chiamato AMICO DI DIO, lasciò in dote alcuni
ornamenti per la sposa di suo figlio Isacco. Se quegli ornamenti fossero stati
un peccato, Abramo non avrebbe agito così. (Genesi 24:22). Quando i cammelli ebbero finito di bere, l’uomo prese
un anello d’oro del peso di mezzo siclo1, e due braccialetti del
peso di dieci sicli1 d’oro, per i polsi di lei, … (Genesi
24:30). Com’ebbe
veduto l’anello e i braccialetti ai polsi di sua sorella ed ebbe udito
le parole di Rebecca sua sorella che diceva: «Quell’uomo mi ha parlato
così», andò da quell’uomo, che se ne stava presso ai cammelli, vicino alla sorgente,
.. (Genesi 24:31) e disse: «Entra, benedetto dal SIGNORE! perché stai fuori? Io ho preparato
la casa e un luogo per i cammelli». Anche lo Sposo, nel Cantico dei
Cantici, rimane in contemplazione della sua sposa e delinea alcuni oggetti
inequivocabilmente indosso alla promessa sposa e che sono gioielli, e, dopo
avere osservato i gioielli che già la sua sposa ha indosso, si ripromette di
farne dei nuovi: (Cantico 1:10). Le tue guance sono belle in mezzo alle collane, il
tuo collo è bello tra i filari di perle.
(Cantico 1:11). Noi ti faremo delle collane d’oro con dei punti
d’argento. Anche qui, lo Sposo non sembra trovare scandalo ne monili
della sua promessa,… Anche il Re Saul aveva evidentemente indosso degli
ornamenti: (2° Samuele 1:10). Io dunque mi
avvicinai e lo uccisi, perché sapevo che, una volta caduto, non avrebbe potuto
vivere. Poi presi il diadema che egli aveva in capo, il braccialetto che
aveva al braccio, e li ho portati qui al mio signore». Gli uomini di alto
grado e di onore venivano vestiti da una collana d’oro per distinguerli: (Daniele
5:29). Allora,
per ordine di Baldassar, Daniele fu vestito di porpora, gli fu messa al collo
una collana d’oro e fu proclamato terzo nel governo del regno. (Genesi 41:42). Poi il faraone
si tolse l’anello dal dito e lo mise al dito di Giuseppe; lo fece vestire di
abiti di lino fino e gli mise al collo una collana d’oro. Notiamo un
particolare. Daniele, come Giuseppe, erano uomini timorati di Dio ed, anche a
costo della propria vita, non
commettevano atti che andassero palesemente contro la legge divina. Eppure, Daniele,
non rifiutò la collana d’oro che il re gli mise al collo. Daniele si rifiutò di
inginocchiarsi alla statua d’oro. Riflettiamo su questo. Daniele era un uomo al
quale Dio ha rivelato grandi cose. Eppure, portava indosso una collana, e non
si rifiutava di farlo, non considerandola un abominio nei confronti del Suo
Signore. Ma, quando il re lo costrinse, anche a costo della vita, ad
inginocchiarsi davanti la statua d’ora, evidentemente Daniele si rifiutò, in
quanto comprendeva che quel gesto era un abominio nei confronti dell’Eterno. Tutti
gli uomini, tranne gli indigenti, avevano un anello che rappresentava il loro
sigillo, una sorta di firma che li contraddistingueva dagli altri, e lo
portavano indosso servendogli anche da ornamento: (Genesi
38:18). Ed egli: «Che pegno ti darò?» L’altra
rispose: «Il tuo sigillo, il tuo cordone e il bastone che hai in mano». Egli
glieli diede, andò da lei ed ella rimase incinta di lui. Lo stesso Dio,
attraverso il Suo Servo, comanda al popolo di chiedere monili agli egiziani e
di metterli indosso ai propri figli per fare bottino e spogliare gli Egiziani
(Dio disse che avrebbe toccato il cuore degli Egiziani in favore degli Ebrei)! (Esodo
3:22) ma
ogni donna domanderà alla sua vicina e alla sua coinquilina degli oggetti
d’argento, degli oggetti d’oro e dei vestiti. Voi li metterete addosso
ai vostri figli e alle vostre figlie, e così spoglierete gli Egiziani». (Esodo
11:2). Parla
dunque al popolo e digli che ciascuno domandi al suo vicino, e ogni donna alla
sua vicina, degli oggetti d’argento e degli oggetti d’oro». (Esodo
11:3). Il
SIGNORE fece in modo che il popolo ottenesse il favore degli Egiziani; anche
Mosè era personalmente in grande considerazione nel paese d’Egitto,
presso i servitori del faraone e presso tutto il popolo. In periodi di
cordoglio o di espiazione dei propri falli (o anche di lutto) tali ornamenti
venivano dismessi, come in segno di lutto. (Esodo 33:4). Quando il
popolo udì queste dure parole, fece cordoglio e nessuno mise i propri
ornamenti. (Esodo 33:5). Infatti il SIGNORE aveva detto a Mosè:
«Di’ ai figli d’Israele: "Voi siete un popolo dal collo duro; se io
salissi per un momento solo in mezzo a te, ti consumerei! Ora, dunque,
togliti i tuoi ornamenti e vedrò come io ti debba trattare"». (Esodo 33:6). E i figli d’Israele si spogliarono dei loro ornamenti, dalla partenza dal
monte Oreb in poi. Vorremmo aggiungere che, in tempi di afflizione o di
lutto, in tempi nei quali bisognava ottenere qualcosa da Dio e si doveva
notificare una richiesta specifica al Signore, perfino i propri vestimenti venivano
tolti, e si dava luogo al sacco e alla cenere: (Ester 4:1). Quando Mardocheo seppe tutto quello che era stato fatto, si stracciò le
vesti, si coprì di un sacco, si cosparse di cenere, e uscì per la città,
mandando alte e amare grida; (Geremia 6:26). Figlia del mio
popolo, vèstiti di sacco, ròtolati nella cenere, prendi il lutto come per un
figlio unico, fa’ udire un amaro lamento, perché il devastatore ci
piomba addosso improvviso. (Daniele 9:3). Volsi perciò
la mia faccia verso Dio, il Signore, per dispormi alla preghiera e alle
suppliche, con digiuno, con sacco e cenere. (Giona
3:6). E poiché la notizia era giunta al re di
Ninive, questi si alzò dal trono, si tolse il mantello di dosso, si coprì di
sacco e si mise seduto sulla cenere. In realtà dobbiamo dunque
considerare che, seppure gli ornamenti non erano da Dio considerati un abominio
nel senso stretto del termine o, come alcuni credono oggi, un “peccato”, pure
sono oggetti frivoli, non necessari al cristiano e che vengono messi indosso
per completare l’abbigliamento. In tal senso possono essere fonte di
distorsione dalla Parola di Dio e condurre a deviare dalla retta dottrina. Sicuramente,
come abbiamo letto nei versi precedenti, in tempi di lutto o di calamità
venivano regolarmente tolti in segno di umiliazione davanti a Dio per
dimostrargli con un gesto simbolico, il proprio ravvedimento, la propria
contrizione. Questo ci fa capire che, nel momento in cui noi vogliamo
contattare con Dio, molte volte le “altre cose”, diciamo, non strettamente
necessarie al nostro vestimento, possono risultare di inciampo, nel senso che
noi mettiamo cuore a queste cose piuttosto che a Dio. Questo è il vero limite
all’uso dei monili, che, da se, non costituiscono peccato in senso stretto. In
questo senso vanno lette tutti i divieti che il Signore lancia al suo popolo in
tal senso. Questo succede quando il popolo mette da parte Dio e si conforma ad
altro. Noi dobbiamo sempre avere Dio al primo posto. Accanto a questi
ornamenti, comunque, ve ne erano degli altri, detti sacri, che venivano
indossati per rispetto al cerimoniale del servizio al tempio, e che, proprio
per questo, non dovevano essere tolti, anzi, la Bibbia ci incoraggia a tenerli
mentre il sacerdote officia il servizio di culto. (1° Cronache
16:29). Date al SIGNORE la gloria dovuta al suo
nome, portategli offerte e venite in sua presenza. Prostratevi davanti
al SIGNORE vestiti di sacri ornamenti, (Salmi 96:9). Prostratevi davanti al SIGNORE vestiti
di sacri ornamenti, tremate davanti a lui, abitanti di tutta la terra! Questo
vuole anche stare a significare che per Dio ha valore non in se stesso
l’ornamento che la persona indossa quanto il motivo per cui la stessa (o lo
stesso) se ne servono. Vorremmo notare come tutto quello che viene messo in oro
o comunque in materiale diverso dalla stoffa, viene ad essere categorizzato
come ornamento. Per cui anche l’orologio e la fede nuziale divengono ornamenti
in senso stretto del termine. La differenza sta nel fatto che la fede nuziale
la si indossa con il preciso scopo di comunicare a chi ti guarda il tuo stato
libero o meno. L’orologio, nello stesso caso, serve per indicarti l’ora del
tempo e quindi non sono in senso strettamente di moda o di frivolezza. Il
Signore aveva rifornito di ornamenti la stessa Israele, credendo di farle
piacere, ma lei se ne è servita per i propri amanti, segno infatti che sebbene
il principio sia da Dio accettato, pure l’uso “sbagliato” nel condanna proprio
l’utilizzazione in senso stretto. (Ezechiele 16:11). Ti fornii
d’ornamenti, ti misi dei braccialetti ai polsi e una collana al collo. (Ezechiele 23:40). Oltre a
questo, hanno mandato a cercare uomini che vengono da lontano; a loro hanno
inviato messaggeri, ed ecco che sono venuti. Per loro ti sei lavata, ti
sei imbellettata gli occhi, ti sei coperta di ornamenti; Leggiamo adesso
questo verso di Ezechiele ancora più esplicito a riguardo: (Ezechiele 7:20). La
bellezza dei loro ornamenti era per loro fonte d’orgoglio; venne hanno fatto delle immagini delle loro
abominazioni, delle loro divinità esecrande; perciò io farò in modo che
siano per essi una cosa immonda; (Ezechiele
7:21) abbandonerò tutto come preda in mano
degli stranieri, come bottino in mano degli empi della terra, che lo
profaneranno. (Ezechiele 7:22). Allontanerò la
mia faccia da loro e i nemici profaneranno il mio tesoro: dei briganti
vi entreranno e lo profaneranno. Ora, sperando di non essere
ripetitivi, se il Signore ritenesse gli ornamenti un peccato, come mai li mise
indosso alla Sua prediletta? Cerchiamo di renderci conto delle assurdità cui le
dottrine umane ci conducono. Lo stesso discorso deve essere ripetuto con il
vitello d’oro costruito da Aaronne. Per costruire il vitello, vennero impiegati
gli orecchini e gli ornamenti delle donne e dei loro figli. Quello che, in
altre parole, era stata una benedizione di Dio, (rubata agli Egiziani), si
rivela fonte di peccato perché fa in modo che il popolo di Dio rivolga il
proprio cuore agli idoli pagani. Questo deve farci molto riflettere. (Esodo 32:1). Il popolo vide che Mosè tardava a scendere
dal monte; allora si radunò intorno ad Aaronne e gli disse: «Facci un dio che vada davanti a noi; poiché
quel Mosè, l’uomo che ci ha fatti uscire dal paese d’Egitto, non sappiamo che
fine abbia fatto». (Esodo 32:2). E Aaronne rispose loro: «Staccate gli
anelli d’oro che sono agli orecchi delle vostre mogli, dei vostri figli e delle
vostre figlie, e portatemeli». (Esodo
32:3). E tutto il popolo si staccò dagli
orecchi gli anelli d’oro e li portò ad Aaronne. (Esodo
32:4). Egli li prese dalle loro mani e, dopo
aver cesellato lo stampo, ne fece un vitello di metallo fuso. E quelli dissero:
«O Israele, questo è il tuo dio che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto!» (Esodo 32:5). Quando Aaronne vide questo, costruì un
altare davanti al vitello ed esclamò: «Domani sarà festa in onore del SIGNORE!» (Esodo 32:6). L’indomani, si alzarono di buon’ora,
offrirono olocausti e portarono dei sacrifici di ringraziamento; il popolo sedette
per mangiare e bere, poi si alzò per divertirsi. Nel Nuovo testamento il
concetto viene ripreso e con forza viene sottolineato che queste cose non mi salvano
ne mi danno importanza agli occhi di Dio. Anzi, secondo l’apostolo, non servono
a nulla. Timoteo scrive specificatamente, riguardo alle donne in particolare: (1° Timoteo 2:8). Io voglio
dunque che gli uomini preghino in ogni luogo, alzando mani pure, senza ira e
senza dispute. (1° Timoteo 2:9). Allo stesso
modo, le donne si vestano in modo decoroso, con pudore e modestia: non di
trecce e d’oro o di perle o di vesti lussuose, (1° Timoteo
2:10) ma
di opere buone, come si addice a donne che fanno professione di pietà. (1° Timoteo 2:11). La donna
impari in silenzio con ogni sottomissione. Non siamo certo maschilisti ne
abbiamo idea di portare avanti certi concetti che ci appaiono anacronistici, ma
diventa inevitabile leggere quello che la Bibbia ci prescrive. Come possiamo
notare, improvvisamente non si dice di NON indossare certe cose, ma,
specificatamente, si invitano le donne in particolare a non farne uso per via
della loro futilità. Questo perché, come diventa immediato comprendere, sono le
donne che maggiormente usano gli ornamenti per farne sfoggio. Almeno cosi era al
tempo in cui gli apostoli scrivevano. Le avvertenze di Dio, comunque,
riguardano tanto gli uomini che le donne. Noi cristiani, piuttosto che
preoccuparci di avere tutto alla moda, di essere splendidi e splendenti,
dovremmo piuttosto preoccuparci di avere le carte in regola con Dio. Ma questo,
cari nella grazia, non significa certo che gli ornamenti debbano essere banditi
dalle radunanze come qualche cosa che necessariamente indica il peccato. Lo
stesso discorso vale anche per gli indumenti. Leggiamo attentamente quello che
la Parola di Dio ci suggerisce: (Proverbi
7:10). Ecco
farglisi incontro una donna in abito da prostituta e astuta di cuore, (Proverbi 7:11) turbolenta e
proterva, che non teneva piede in casa: (Proverbi 7:12) ora in strada,
ora per le piazze e in agguato presso ogni angolo. (Proverbi 7:13). Essa lo prese,
lo baciò e sfacciatamente gli disse: (Proverbi
7:14). «Dovevo fare un sacrificio di riconoscenza; oggi ho sciolto i
miei voti; (Proverbi 7:15) perciò ti son venuta incontro per cercarti, e ti ho trovato. (Proverbi 7:16). Ho
abbellito il mio letto con morbidi tappeti; con coperte ricamate con filo d’Egitto; (Proverbi 7:17) l’ho
profumato di mirra, di aloè e di cinnamomo. (Proverbi
7:18). Vieni, inebriamoci d’amore fino al mattino, sollazziamoci in amorosi
piaceri; (Proverbi 7:19) poiché mio
marito non è a casa; è andato in viaggio lontano; (Proverbi
7:20) ha
preso con sé un sacchetto di denaro, non tornerà a casa che al plenilunio». (Proverbi 7:21). Lei lo sedusse
con le sue molte lusinghe, lo trascinò con la dolcezza delle sue labbra. (Proverbi 7:22). Egli le andò dietro subito, come un bue va al macello,
come uno stolto è condotto ai ceppi che lo castigheranno, (Proverbi 7:23) come un
uccello si affretta al laccio, senza sapere che è teso contro la sua vita,
finché una freccia gli trapassi il fegato. (Proverbi 7:24). Or dunque,
figlioli, ascoltatemi, state attenti alle parole della mia bocca. (Proverbi
7:25). Il
tuo cuore non si lasci trascinare nelle vie di una tale donna; non ti sviare
per i suoi sentieri; Giunti in chiusura di questo studio biblico, vorremmo
aggiungere un aforismo di uno sconosciuto, ma che deve farci molto riflettere: Quel
che uno è comincia a rivelarsi quando il suo talento scema – quando egli
cessa di mostrare quel che può . Il talento è anche un ornamento; un
ornamento è anche un mezzo per nascondersi. Dio ci vuole “scoperti”. Noi ci
trucchiamo, ci abbelliamo, ci mettiamo il profumo che a noi piace per mostrarci
agli altri. Ricordiamoci che Dio ci vede sempre e comunque come noi siamo, al
di là delle “nostre pellicole protettive”. A lui rendiamo onore e gloria, per
Gesù Cristo nostro Signore, amen!
Gesù Cristo ci benedica.
1 commenti a “Gli Ornamenti nella Bibbia”
Caterina
22 marzo 2009 alle 09:21
Pace del Signore….Mi ha colpita molto questo studio anche perchè questa storia degli ornamenti mi da non pochi pensieri.Alla luce della Parola di Dio, so che ogni ornamento è superfluo ai suoi occhi e spesso può divenire motivo di schiavitù non permettendo la giusta comunicazione con il nostro Signore.Anch’io ero una di quelle ragazze che non ne poteva fare a meno, il mio primo pensiero era adornarmi più che potevo adesso grazie a Dio, dopo averlo accettato nel mio cuore..ormai da 3 anni e mezzo, ho capito la futilità di queste cose, ma l’ho capita da sola, lo Spirito Santo dopo essere sceso su me mi ha fatto comprendere l’inutilità di qste cose e di quanto erano dannose x me, infatti adesso non riesco a sopportare quasi nulla addosso, solo che raramente, quando vado a lavoro o per occasioni particolari metto qualche collanina giusto per cambiare un pò…non lo faccio x sentirmi bella, o per farmi apprezzare ma solo per il gusto di cambiare, ovviamente non si tratta di cose esagerate, sontuose, ori o argenti, ma stupidaggini che anch’io m rendo conto essere inutili ma non sono per me motivo di pensiero o schiavitù come lo era prima.Nella Bibbia vi è anche scritto che dobbiamo essere sobri, semplici, equilibrati e umili in ogni cosa e penso che qsta cosa sia arrivata ai miei colleghi e ai miei alunni (sono insegnante), perchè non voglio ostentare nulla ma essere sempre e kmq una luce nel mondo.Quindi alla fine penso che se una cosa non è motivo di idolatria per noi, ogni tanto se ne può fare uso stando sempre accorti a non esagerare. E’ vero queste cose sn futili per la santificazione infatti prego che Dio mette in me più zelo affichè m dedichi piu a Lui e al suo regno…E la cosa che mi da forza è sapere che ai suoi occhi siamo scoperti, non c sono maschere….e Lui sa i miei pensieri e le mie intenzioni….Ke Dio t benedica tanto pace